Street art per salvare l’ambiente

andreco

La cronache ce li presentano come fuorilegge pronti a sgattaiolare alle spalle delle forze dell’ordine per imbrattare i monumenti delle nostre belle città. La verità è che molte delle loro imprese rappresentano la forma d’arte più democratica dei nostri giorni. Di chi stiamo parlando ? Ma dei writers ovviamente, i più irriverenti esponenti della cultura di strada. I murales sono diventati parte integrante del panorama urbano e ispirano, almeno nei casi più riusciti, immagini in cui la mente trova riparo dal grigiore cittadino. I writers più affermati collaborano oggi, attivamente e legalmente, alla riqualificazione degli spazi urbani promossa dagli enti statali. Molti di loro, inoltre, provengono da tipi differenti di esperienze e hanno sviluppato una spiccata sensibilità a problemi attinenti inquinamento ambientale e salvaguardia del territorio.

Una delle capitali riconosciute della street art è sicuramente Bologna. Nel capoluogo emiliano è possibile ammirare i lavori dei migliori artisti italiani. Uno di questi è Andrea Conte, in arte Andreco, che combina la sua formazione scientifica con suggestive opere di design del territorio. Una delle caratteristiche più interessanti dei progetti di Andreco è quella dell’utilizzo di materiali in grado di abbattere l’inquinamento e aventi un basso impatto ambientale. I murales dell’artista romano possiedono una simbologia del tutto particolare, ma , cosa ancora più rilevante, sono dei veri e proprio polmoni urbani. Infatti, grazie all’impiego di vernici catalizzanti, le opere di Andreco sono in grado di degradare gli agenti inquinanti presenti nell’aria. Ciò è possibile attraverso le proprietà del biossido di titanio (TIO2) che, attivandosi per mezzo dell’irradiazione solare, è in grado di ossidare numerosi composti organici.

Vi indico il link per la consultazione dell`intervista rilasciata da Andreco su questi argomenti: http://www.ziguline.com/andreco-e-la-rigenerazione-urbana-e-sociale/ 

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Una Pinta di Scienza

OggiScienza

10933761_921517864545568_1100565050339148760_nLA VOCE DEL MASTER – Chi dice che di scienza non si possa parlare seduti davanti a un buon bicchiere di birra ghiacciata e, perché no, anche divertendosi? Se siete degli appassionati sia di ciò che il mondo della scienza ha da offrire sia della più famosa e rinfrescante bibita ricavata dal malto d’orzo – o se siete semplicemente interessati a trascorre una serata diversa dal solito – non potrete allora lasciarvi sfuggire Pint of Scienze Italy, rassegna scientifica che si svolgerà dal 18 al 20 maggio in cinque città italiane: Milano, Pavia, Roma, Trento e Siena.

Nel maggio del 2013, Michael Motskin e Praveen Paul, due giovani ricercatori dell’Imperial College di Londra amanti della birra, decisero che il pub sarebbe potuto diventare il luogo ideale in cui cercare di far conoscere alle persone i risultati del loro lavoro. Nasce così, in Inghilterra, Pint of Science

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Papillomavirus: perché i genitori non vaccinano?

Da leggere con attenzione

OggiScienza

2988216443_9e1af5375f_zSALUTE – Per il papillomavirus (HPV) un vaccino c’è, è sicuro e virtualmente efficace al 100%. Eppure dei tumori strettamente legati alla presenza del virus, come il cancro alla cervice (seconda tipologia più diffusa tra le donne) e quelli alla testa e al collo, si continua a morire. Perché? La motivazione va cercata in una serie di radicate convinzioni che ancora albergano nelle famiglie, dove i genitori non incoraggiano la vaccinazione delle figlie per ragioni che spaziano dal timore per la sicurezza del vaccino in sé fino all’idea che la tutela che garantisce spinga le giovani donne a una maggior promiscuità.

Considerando che almeno il 70% delle persone sessualmente attive contrae il virus almeno una volta nella vita, le precauzioni andrebbero prese lasciando da parte i timori infondati e/o poco scientifici. Ma finché queste convinzioni rimangono l’immunizzazione non può fare passi in avanti, ed è per questo che gli scienziati della

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Fuzzy sets V – Vero falso o X

OggiScienza

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MELTING POD – Certe affermazioni sono indecidibili, ormai l’abbiamo capito. Oggi andiamo oltre: un enunciato indecidibile ha un suo status di vero o falso, indipendentemente dalla nostra facoltà di conoscerlo? Oppure l’indecidibilità è una terza opzione?

Con Pietro Galliani, phd in logica matematica all’università di Amsterdam

Di Roberta Fulci ed Enrico Bergianti
 
Colonna sonora:
  • Read my lips, Szpital (Jamendo)
  • Cogelo!, Sundayers (Jamendo)
  • Fiori rosa, fiori di pesco, Lucio Battisti, 1970
  • Another brick in the wall, Pink Floyd, 1979
  • Nessuno mi può giudicare, Caterina Caselli, 1966

Estratti da:

  • L’eredità, RAI1, 2013
  • Frankenstein Junior, Mel Brooks, 1974
  • Pronto, Raffaella?, RAI1, 1984

Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   
Crediti immagine: Venture Vancouver, Flickr

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Hard times II – Le conseguenze dell’assioma

OggiScienza

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MELTING POD – I matematici non dormono tranquilli dal 1931, l’anno in cui Kurt Gödel dimostrò i suoi teoremi di incompletezza. Ecco che cosa ha scoperto, e perché i suoi risultati rimangono una faccenda allarmante.

Con Pietro Galliani, phd in logica matematica all’università di Amsterdam

Di Roberta Fulci ed Enrico Bergianti
Colonna sonora:

  • La primavera (allegro da Le quattro stagioni), Antonio Vivaldi
  • Read my lips, Szpital (Jamendo)
  • Slimy Elephant, Espantomusic (Jamendo)
  • Suzie_blue, Loudog (Jamendo)
  • Bored reality, Skabrot (Jamendo)
  • The blob (1958), Ralph Carmichael e Burt Bacharach

Estratti da:

  • Il testimone, MTV
  • Sciarada, Stanley Donen, 1963
  • Colpi di fulmine, Neri Parenti, 2012
  • Non ci resta che piangere, Roberto Benigni e Massimo Troisi, 1984
  • Blade runner, Ridley Scott, 1982
  • Via col vento, Victor Fleming, 1939

Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   Crediti immagine:  Aldo Cavini Benedetti, Flickr

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E se l’Universo non fosse in espansione?

OggiScienza

RICERCA – 14886311949_f53494f32d_z“Il nostro Universo potrebbe diventare grande, vuoto e noioso”. Questo è il destino del cosmo riscritto in seguito alle ricerche di alcuni astronomi provenienti dall’Università di Roma “La Sapienza” e dall’Università di Portsmouth in Inghilterra. Infatti secondo il modello proposto nell’articolo apparso su Physical Review Letters, la materia oscura – che è l’impalcatura su cui si regge il nostro Universo – starebbe scomparendo divorata dall’energia oscura, l’altra forza che bilancia gli elementi del cosmo. Quest’azione dell’energia oscura provocherebbe un rallentamento nella formazione delle strutture dell’Universo come le galassie e gli ammassi, contrariamente a quanto si è sempre ritenuto finora.

La materia oscura è molto abbondante nell’Universo: la sua quantità sarebbe cinque volte superiore rispetto alla materia regolare, quella che forma stelle, pianeti a galassie. Malgrado sia così comune, poco si sa della sua natura e ancora non è possibile misurarla direttamente.
Anche per quanto riguarda l’energia oscura, le…

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Jurassic World: il parco è aperto e non ha imparato nulla dal passato

OggiScienza

COSTUME E SOCIETÀ – La strada è tutta in salita per Jurassic World. La saga del parco dei dinosauri – inventata da Michael Crichton e portata sul grande schermo da Steven Spielberg – ebbe infatti un inizio promettente grazie al grande successo di Jurassic Park, ma per i due episodi successivi le critiche furono molte più delle lodi. Un calo di gradimento che ora sta dividendo il pubblico in attesa del quarto capitolo: da una parte chi teme un ulteriore peggioramento di un’idea molto amata, dall’altra chi invece è disposto a dare fiducia a questa operazione.

Fra i critici, uno dei fronti più agguerriti sembra essere quello degli scienziati, perché va bene che si tratta di fiction, ma è comunque fiction che pesca a piene mani dalla scienza come fonte di ispirazione. Impossibile, quindi, non commentarne la plausibilità scientifica.

L’idea alla base del primo film la conoscono tutti: in…

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Primo farmaco basato sulla terapia genica

OggiScienza

12977337115_19ea7233c8_zSALUTE – La terapia genica è diventata un farmaco, e a commercializzarla per la prima volta in Europa sarà un’azienda italiana, la Chiesi Farmaceutici S.p.A. La patologia in questione è una malattia rara, che colpisce meno di un centinaio di persone in Italia, ma per la quale non esiste una cura: il deficit di lipoproteina lipasi (Lpld), cioè la mancata produzione di un enzima che metabolizza i trigliceridi. In poche parole chi soffre di questa malattia si trova ad avere livelli di trigliceridi nel sangue altissimi, che provocano nella maggioranza dei casi pericolose e dolorose pancreatiti. Fino ad oggi l’unico intervento che veniva fatto era curare la pancreatite, cioè l’esito finale, nel momento in cui si presentava, ma non esisteva alcun modo di agire a livello ematico. Ora invece questo farmaco, chiamato Alipogene tiparvovec e basato sulla terapia genica, che è già disponibile in Germania mentre in Italia siamo alla…

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Le missioni spaziali oggi

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La grande famiglia del Modello Standard

Modello Standard
Una famiglia è generalmente composta da più individui che ricoprono determinati ruoli. La coesione tra i membri di un simile gruppo è garantita dalle relazioni che si instaurano grazie alla forza dei vincoli di parentela. Questa descrizione sembra lontana dal mondo della fisica e, ancor di più, da quel settore della fisica che tenta di studiare gli elementi costitutivi della materia, le particelle subatomiche. Eppure l’unica teoria di cui disponiamo, Il Modello Standard, in grado di far luce su questi mattoni fondamentali dell’universo, richiama alla mente l’immagine di un grande e unito nucleo famigliare.
Nel Modello Standard le particelle sono classificate in base a particolari proprietà (carica, massa e modo di rotazione) e al tipo di forza necessaria per formare – o rompere – i loro legami. Fermioni e bosoni, le due classi principali in cui è diviso il mondo subatomico, possono essere paragonati a due distinte linee di consanguineità. I componenti dell’insieme dei fermioni, di cui fanno parte elettroni, neutrini e quark, sono sempre massivi, e contribuiscono alla formazione di tutta la materia conosciuta, come nella più affollata riunione di parenti a cui abbiate partecipato. I Bosoni, invece, corrispondono ai modi e alle quantità delle differenti interazioni fra particelle – che si manifestano attraverso le forze fondamentali della fisica (nucleare forte, nucleare debole, elettromagnetica, gravitazionale) – , al pari dell’eccessivo affetto di un familiare che si palesi nello strizzarvi vigorosamente le guance. In una famiglia, inoltre, non possono certo mancare tutti quei parenti della cui esistenza siamo certi, ma che non vedremo mai, o perché sgraditi o perché trasferitisi in un continente lontano. Nello stesso modo, alla classificazione delineata dal Modello Standard dobbiamo aggiungere quegli elementi, le antiparticelle, con caratteristiche opposte a quelle di tutti i costituenti finora elencati, e su cui abbiamo poche informazioni disponibili a causa della loro natura sfuggente ed esotica.
L’ultimo arrivato, ma non per importanza, in questo ricco e denso scenario è stato il bosone di Higgs. La sua presenza, teorizzata nel 1964 dal fisico britannico Peter Higgs, è stata osservata, per la prima volta nel 2012, grazie all’acceleratore di particelle più grande e potente del mondo, il Large Hadron Collider (LHC) del Centro Europeo di Ricerca Nucleare (CERN) di Ginevra. La peculiare energia rappresentata da questo bosone riempie lo spazio che ci circonda e, frenando il moto delle altre particelle che la attraversano, consente a esse di acquisire una massa. La funzione svolta da quella che è stata da molti definita come la particella di Dio è simile alla volontà riproduttiva di due persone: più elevato sarà il numero di figli che una coppia vorrà avere, o nel nostro caso delle deviazioni che la particella incontrerà sul suo cammino, maggiore sarà la dimensione e il peso della famiglia che andranno a formare.
Come in ogni grande famiglia che si rispetti, però, misteri e segreti sono all’ordine del giorno. La teoria del Modello Standard, infatti, non è ancora in grado di spiegare tutti gli aspetti del mondo subatomico. Il ruolo svolto nell’universo dalle antiparticelle e, soprattutto, l’esistenza di una dimensione fisica ancora più fondamentale di quella che oggi conosciamo, rimangono fuori dalla portata descrittiva della teoria. Il lavoro della comunità scientifica, quindi, si concentra oggi su queste questioni irrisolte; e chissà, forse un giorno, non molto lontano a venire, un nuovo esperimento di LHC o una rivoluzionaria teoria potranno consegnarci un albero genealogico della famiglia dei costituenti ultimi della materia completamente ridisegnato.

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Il caso Stamina. Una storia italiana

Gli eventi che hanno visto protagonista la Stamina Foundation, società creata nel 2009 da Davide Vannoni, sono stati il caso mediatico del 2013, e continuano ancora oggi, in un susseguirsi continuo di smentite e rivelazioni, a dividere l’opinione pubblica. Nel marzo dello scorso anno la rivista scientifica Nature, in un editoriale dai toni polemici, invitava la politica italiana ad impegnarsi affinché una nuova legislazione in materia di cellule staminali venisse varata al più presto, allineando il nostro paese con le regolamentazioni già vigenti negli Stati Uniti e nel resto dell’Unione europea. L’articolo segnò di fatto l’inizio del dibattito che portò alla ribalta della cronaca il controverso trattamento a base di cellule mesenchimali, ideato da Davide Vannoni e dal suo staff, per la cura delle malattie neurodegenerative. Con il seguente post non vogliamo occuparci dell’ennesima disamina sulla validità scientifica del metodo Stamina o sull’onestà delle intenzioni della Stamina Foundation, ma cercheremo di capire quali siano state le responsabilità di un’anomalia tutta italiana. Infatti, se da un lato il vuoto normativo e le mancanze politiche sono da stigmatizzare, non possiamo sottrarci dal considerare il ruolo svolto, in questa vicenda, dalla comunità scientifica e dai mezzi di informazione.

http://storify.com/MatMassicci/il-caso-stamina

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